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Simona Negruzzo e Sergio Re (a cura di), Migranti del Vangelo. Dalla Valcamonica al mondo

Brescia, Associazione per la Storia della Chiesa Bresciana – Associazione Gente Camuna, 2011, pp. 438, € 25.

Durante l’Angelus del 15 gennaio 2012 Papa Benedetto xvi ha sottolineato come «i migranti non sono soltanto destinatari, ma anche protagonisti dell’annuncio del Vangelo nel mondo contemporaneo» (www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2012/documents/hf_ben-xvi_ang_20120115_it.html). Qualche mese prima, nell’ottobre 2011, era uscito Migranti del Vangelo. Dalla Valcamonica al mondo, il secondo volume della serie «Quaderni di Brixia Sacra», che ricostruisce le vite di alcuni di coloro che rappresentano un caso esemplare della personificazione del messaggio del pontefice. Il libro costituisce l’unico tentativo di analisi della mobilità missionaria camuna ed è un documento storico-religioso che celebra l’opera di numerosi religiosi, uomini e donne che – partendo dalla Valcamonica dalla metà dell’Ottocento in poi – si sono impegnati per portare nel mondo un aiuto materiale e spirituale. Il cuore della ricerca è una sorta di prosopografia missionaria camuna, basata su un campione di 224 individui, cento dei quali sono ancora vivi e proseguono la loro opera di evangelizzazione.

Dopo una breve introduzione scritta dalla co-curatrice Simona Negruzzo, che fornisce una sintetica storia del movimento missionario nei secoli, il primo capitolo del testo si apre con una dettagliata disanima della formazione del movimento missionario camuno. Il volume è suddiviso in 26 capitoli, dedicati ad altrettanti ordini religiosi. Ogni capitolo si apre con una breve storia delle origini dell’ordine religioso per tracciare poi i profili degli individui nati nella Valcamonica e appartenenti a quell’ordine che hanno intrapreso la strada della missio ad gentes. La vasta mole dell’opera ha permesso agli autori di inserire talvolta anche le testimonianze personali dei singoli soggetti presi in esame. Il testo si chiude con due appendici: la prima si occupa delle Missionarie dell’Immacolata, che sono al servizio delle missioni in Italia; la seconda tratta invece dei missionari laici camuni.

Con quest’opera l’Associazione Gente Camuna ha completato una ricerca sui molteplici aspetti dell’emigrazione camuna, i cui primi risultati sono stati presentati negli atti del convegno La migrazione in Valle Camonica (Breno, Fondazione Camunitas – Associazione Gente Camuna, 2004). Quest’ultima pubblicazione, però, non aveva analizzato il ruolo storico e attuale dei missionari cattolici di tale area nella loro duplice veste di portatori del vangelo nel mondo e migranti essi stessi. Il volume qui recensito colma questa lacuna attraverso l’esame della documentazione archivistica di una trentina di ordini religiosi. Vengono così dati rilievo e visibilità all’impegno di numerosi «migranti del Vangelo», la cui abnegazione e il cui sacrificio personale si sono talvolta spinti fino all’offerta della propria vita. Come afferma Giuseppe Camaldini, il presidente della Fondazione Camunitas, «La Valcamonica, terra dispensatrice non solo di braccia e di intelligenze, ma anche di missionari e di carità […] ha trasformato l’evangelizzazione in un cammino di umanità per l’umanità» (p. 7).

Sfogliando le pagine del testo colpisce il coraggio di questi missionari. Tra le numerose storie di vita, ricordiamo quella di Padre Antonino Antonioli, la cui missione in Uganda è stata definita «missione valanga» (p. 92) per le centinaia di conversioni ottenute, mentre i suoi viaggi interminabili sono stati definiti «safari dello spirito» (p. 93). Un’altra vicenda particolarmente significativa è quella che ha visto protagonista Maria Troncatti, un’eroica suora missionaria appartenente all’Ordine delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che ha vissuto molti anni in Ecuador. Il luogo in cui lei e le sue consorelle hanno operato è stato definito «inferno verde» (p. 151) poiché le condizioni di vita erano pressoché disperate. L’opera di evangelizzazione di questa donna è stata un’autentica dimostrazione di coraggio, essendosi svolta fra rischi di ogni genere, non ultimi quelli causati dagli animali della foresta e dalle insidie degli impetuosi fiumi da attraversare a guado o su ponti di liane. Infermiera, chirurgo e ortopedico, dentista e anestesista, ma soprattutto catechista ed evangelizzatrice, suor Maria oggi è stata dichiarata venerabile.

A giudicare dalle testimonianze raccolte, la maggioranza di questi protagonisti della mobilità camuna è riuscita a crearsi una rete affettiva e amicale con le persone del paese di accoglienza, raggiungendo anche un buon livello di conoscenza linguistica. La concretezza del loro lavoro ha permesso il sorgere di nuove comunità cattoliche, ha incoraggiato quelle esistenti, creato chiese, eretto scuole, ospedali, centri di assistenza che si sono alimentati grazie agli stretti collegamenti con la Valle in un flusso continuo di energie, di risorse e di fatiche frutto dell’azione dello Spirito ed espressione della Parola rivelata.

Per concludere possiamo dire che, nonostante un intento chiaramente celebrativo, l’accortezza nella presentazione e nell’analisi dei dati rende questo volume un utile strumento di lavoro e un importante contributo sia per coloro che si occupano di storia della Chiesa, sia per chi si interessa di studi sulle migrazioni.

 

Rossana Longobucco

 

 

 

 

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