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AREIA - Le nuove migrazioni tra America Latina e Europa

Centro Altreitalie, Palazzo D’Azeglio, Torino, 17 aprile 2012

AREIALe nuove migrazioni tra America Latina e Europa

Centro Altreitalie, Palazzo D’Azeglio, Torino, 17 aprile 2012

 

Il 17 aprile scorso il Centro Altreitalie ha organizzato a Torino, con la collaborazione dell’Associazione Internazionale areia, un incontro sulle migrazioni contemporanee tra Europa e America Latina. L’occasione è stata la pubblicazione del volume collettaneo areia. Le nuove migrazioni tra America Latina e Europa (Roma, cisu, 2011, pp. 133). Alla discussione, coordinata da Maddalena Tirabassi, direttrice del Centro Altreitalie, hanno partecipato Vanessa Maher (Università di Verona), Federica Morelli (Università di Torino), Chiara Vangelista (Università di Genova) e due tra le autrici del volume, Leslie Hernández Nova e Chiara Pagnotta, entrambe socie fondatrici di areia.

Come curatrice del volume mi propongo di sintetizzare i principali temi emersi nel dibattito, pur nella consapevolezza di non poter rendere pienamente conto in queste righe della ricchezza e della complessità delle argomentazioni.

Il volume raccoglie una selezione tematica e cronologica degli interventi pronunciati durante il primo convegno internazionale dell’Associazione Internazionale areia, tenutosi presso l’Università di Genova nel novembre del 2009. Si tratta di sei saggi che affrontano con prospettive disciplinari diverse alcuni aspetti nodali delle migrazioni attuali tra i due continenti, relative a cinque paesi chiave: Ecuador, Perù, Brasile, Spagna e Italia1. Il volume contiene inoltre una sezione finale di materiali informativi2, che comprende una presentazione di areia – Audioarchivio delle migrazioni tra Europa e America Latina, che ha sede presso il Dipartimento di Antichità, Filosofia, Storia (DAFiSt) dell’Università di Genova e dell’associazione a cui ha dato vita; una presentazione del Laboratório de História Oral della Pontifícia Universidade Católica do Rio Grande do Sul (Porto Alegre, Brasile), partner di areia sin dalla fondazione (2007) e la riproduzione di due diverse schede di catalogazione delle fonti orali; il protocollo di archiviazione di una ricerca nell’ambito della sociologia delle risorse umane, diretta da Valter Zanin (Università di Padova) e le procedure di archiviazione delle fonti orali in areia. I saggi, pur presentando flussi migratori e situazione diverse, e diverse prospettive disciplinari (complessivamente partecipano al volume quattro sociologi, quattro storiche e un antropologo) costruiscono un discorso coerente, basato sull’analisi di fonti orali e sulle diverse concezioni delle medesime. Il filo conduttore è la riflessione sulle caratteristiche, le potenzialità e i limiti della fonte orale, questioni che fanno parte del dibattito sviluppato in areia, nelle sue attività scientifiche e didattiche.

Le relazioni delle partecipanti e la successiva discussione si sono addensate attorno a tre nodi: le questioni di metodo relative all’analisi dell’oralità, le nuove prospettive storiografiche sulle migrazioni, le trasformazioni culturali e identitarie generate dalla mobilità.

Gli aspetti metodologici sono stati introdotti dall’intervento di Vanessa Maher, che ha letto il volume da una prospettiva antropologica. Ciò ha permesso, nella discussione, di riflettere sulle differenze, ma anche su alcune confluenze, tra storia, antropologia e sociologia nella produzione e nell’analisi delle fonti orali: la relazione tra oralità e scrittura e tra tradizioni orali e scritte, il posizionamento del ricercatore nella relazione con i testimoni e con il loro contesto, l’importanza degli appunti di campo sono state le tematiche principali sulle quali si sono confrontati i presenti.

Il dibattito si è poi concentrato sul tema della continuità e discontinuità tra le migrazioni storiche e attuali. La lettura di Federica Morelli, storica dell’età moderna, ha contribuito a situare le migrazioni attuali nel quadro complessivo della storia atlantica e nelle caratteristiche di lunga durata dei movimenti di popolazione transoceanici, liberi o coatti, segnalando la convergenza di modernisti e contemporaneisti su alcuni orientamenti metodologici, quali la diffusione delle fonti della soggettività (lettere, autobiografie, memoriali e fonti orali), lo studio delle migrazioni nella loro dimensione circolare (dunque una attenuazione della separazione tra studi emigrazionisti e immigrazionisti), l’emergere degli attori etnici e comunitari a scapito di quelli economici e sociali, con una tendenza a privilegiare il vissuto rispetto al processo storico. Morelli e Pagnotta hanno inoltre segnalato la necessità di collegare lo studio delle migrazioni interne e internazionali, la difficoltà di separare l’emigrazione temporanea da quella definitiva e l’importanza di lavorare non tanto sulle provenienze nazionali quanto sulla dimensione locale e sull’appartenenza etnica, ambiti questi ultimi nei quali si sviluppano la scelta e la destinazione migratorie.

Partendo dai saggi e dagli interventi di Hernández Nova e di Pagnotta (le due coautrici presenti all’incontro) si è infine discusso sulle trasformazioni culturali e identitarie generate dai processi migratori, campo di studio nel quale le fonti orali danno un apporto interessante e per alcuni versi insostituibile, per la possibilità di individuare attraverso di esse i modelli del racconto migratorio, studiato nell’ambito della migrazione giovanile contadina tra l’Ecuador e la Spagna (Pagnotta), e di cogliere nel parlare quotidiano le forme di presentazione di sé e di adattamento creativo a contesti migratori multipli, partendo dal concetto usato da Pasolini di linguaggio semplificato, qui applicato all’analisi delle storie di vita di donne peruviane emigrate a Torino (Hernández Nova).

Il dibattito ha messo in luce come lo studio delle migrazioni odierne dia la possibilità di accompagnare nei dettagli i mutamenti della società contemporanea e come la produzione e l’analisi delle fonti orali, soprattutto nella forma di storie di vita o di interviste autobiografiche, si riveli un interessante terreno di incontro e di confronto tra diverse discipline.

Chiara Vangelista

 

 

Note

 

1     Erika Masanet Ripoll, La emigración brasileña reciente con vínculos históricos-familiales en España; Chiara Pagnotta, Storie di vita tra l’Ecuador e la Spagna (1997-2005): dinamiche migratorie e familiari; Francesca Lagomarsino, Nella voce di madri e figli migranti: come cambia la famiglia e come si ri-struttura; Leslie Nancy Hernández Nova, Il linguaggio semplificato della migrazione: riflessioni sui peruviani in Italia; Paolo Boccagni, I racconti di vita come «fonte ambivalente» delle migrazioni: riflessioni da una ricerca sul caso ecuadoriano; Valter Zanin, Giulio Mattiazzi, Fonti orali nel contesto di una ricerca sociologica su lavoratori/lavoratrici latino-americani tra Veneto e America Latina: alcuni aspetti metodologici.

2        Valter Zanin (a cura di), Il protocollo di rilevazione della Ricerca di Ateneo dell’Università degli Studi di Padova «Profili e dinamiche socio-economiche della migrazione latino-americana nel Veneto»; Chiara Vangelista, Areia: l’Archivio e l’Associazione; Núncia Santoro de Constantino, Laboratório de História Oral (ppgh-pucrs-Brasil): processo de institucionalização e repercussões.

 

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