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L’architettura coloniale italiana in Libia tra classicismo, funzionalismo e mediterraneità

Giovanna D’Amia, Politecnico di Milano

 

Il saggio propone un riesame dell’architettura coloniale italiana in Libia evidenziando, accanto alla consueta esportazione di valori e modelli dei colonizzatori nei territori colonizzati, un movimento contrario, dove la conoscenza della tradizione costruttiva locale influenza la ricerca architettonica della madrepatria, contribuendo alla costruzione di un’idea di mediterraneità destinata a influenzare la ricerca della giovane generazione razionalista. In questa linea si collocano Carlo Enrico Rava e soprattutto Giovanni Pellegrini, che inaugura una reinterpretazione in chiave funzionalista di soluzioni e motivi esperiti nel contesto tripolitano, mentre – con il suo Manifesto dell’architettura coloniale (1936) e con le opere realizzate nelle città e nei villaggi rurali delle province libiche – contribuisce a scardinare la stessa legittimità di un’architettura coloniale in quanto tale, a favore di una disponibilità all’ascolto, caso per caso, delle culture e delle tradizioni locali.

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