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Gli scrittori italiani in Congo: dai resoconti degli esploratori ai romanzi degli stanziali

Daniele Comberiati

vub, Vrij Universiteit Brussel (Libera Università di Bruxelles)

L’emigrazione italiana in Congo iniziò ufficialmente nel 1883, quando Leopoldo ii inviò una lettera al re italiano: il biennio 1903-1904 venne denominato «l’époque des italiens», e in effetti gli italiani erano diventati, dopo i belgi, la seconda comunità occidentale in Congo. Lavoravano nell’agricoltura, ma anche nelle industrie minerarie. La letteratura prodotta da questa comunità mostra aspetti interessanti legati al tempo stesso all’emigrazione, alle questioni coloniali e postcoloniali e all’identità nazionale. Possiamo notare due differenti generazioni di scrittori italiani in Congo: da una parte i viaggiatori ed esploratori che pubblicano libri simili in tutto e per tutto alle altre narrazioni di viaggio dell’epoca; dall’altra gli scrittori della seconda generazione, per lo più stanziali, che provano a ricostruire l’identità nazionale riprendendone e modificandone alcune caratteristiche. L’incrocio fra identità italiana, congolese e belga rappresenta una sorta di «fabbrica» che gli scrittori ricompongono.

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