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La nuova immigrazione in Germania

Domenico Gabrielli 

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L’emigrazione italiana verso la Germania: ritorno al passato

In Germania, a partire dal 2008, il numero di immigrati provenienti dall’Italia inizia ad aumentare fino a raggiungere nell’ultimo biennio un livello inferiore, ma comunque paragonabile, a quello della seconda metà degli anni ’70 del secolo scorso.

Si interrompe quindi un lungo periodo di stabilità, iniziato dopo il crollo degli arrivi dall’Italia nella prima metà degli anni ’80, caratterizzato da flussi migratori tendenzialmente decrescenti e con quelli in ingresso sostanzialmente equivalenti a quelli in uscita; a partire dal 2012 anche questi ultimi ricominciano ad aumentare, ma meno rapidamente rispetto a quelli in entrata, anche perché costituiti in massima parte da emigrazioni “di ritorno”, originate dagli ingressi relativamente contenuti degli anni precedenti.

Grafico 1 – Immigrati dall’Italia ed emigrati verso l’Italia. Germania, anni 1974-2015


Fonte: Destatis

Un’altra differenza rispetto al secolo scorso è che oggigiorno molti immigrati che arrivano dall’Italia non hanno cittadinanza italiana, poiché fanno parte di quella popolazione straniera che nel frattempo si è stabilita nel nostro paese, come si può osservare nel dettaglio nel grafico seguente; tanto che, fino al 2013, il flusso degli stranieri provenienti dall’Italia è più o meno equivalente a quello dei cittadini italiani che si iscrivono per la prima volta nelle anagrafi tedesche. Ciò a fronte di una di una popolazione straniera residente in Italia che è sì raddoppiata (2.593mila all’inizio del 2007, 5.026mila al 31.12.2015), ma che comunque è molto inferiore a quella dei cittadini italiani: com’è noto i cittadini stranieri hanno una propensione a migrare più elevata di quella degli italiani, sia all’interno sia verso l’estero, e quindi anche i tassi di immigrazione in Germania sono molto più elevati di quelli dei cittadini italiani, e sono aumentati da 2,22 per mille (stranieri residenti in Italia) nel 2007 a 4,83 per mille nel 2015.

Tuttavia, l’incremento dei tassi d’immigrazione è stato più rapido per gli immigrati italiani; essi hanno raggiunto il numero di 50mila nel 2015, più che triplicato rispetto al 2007, e anche il loro tasso d’immigrazione in Germania è più che triplicato: da 0,26 nel 2007 a 0,89 per mille (italiani residenti in Italia) nel 2015.

Proseguendo con l’elaborazione dei dati delle banche dati online dell’Istituto di statistica tedesco (aggiornati annualmente), si osserva in particolare che nei 4 anni che vanno dal 2012 al 2015 più di 130mila italiani si sono iscritti in anagrafe in Germania; molti erano stati già residenti: oltre il 50% fino al 2010, quota che diminuisce progressivamente fino al 20% del 2015 con l’aumento dei primi arrivi.

Graf. 2 – Immigrati provenienti dall’Italia e prime registrazioni e registrazioni ripetute di cittadini italiani in Germania. Anni 2007-2015.

Fonte: Destatis

 

Germania: la preferita dagli Italiani

I principali paesi di origine degli immigrati in Germania sono cambiati nel corso del tempo. Se si considerano però i paesi dell’Europa dei 15 l’Italia resta sempre al primo posto in quanto a numero di suoi cittadini che si iscrivono nelle anagrafi dei comuni tedeschi; i quali, pertanto, nelle statistiche nazionali vengono conteggiati fra gli immigrati in quanto si presume che abbiano intenzione di mantenere la residenza per un periodo superiore a 12 mesi (in base allo stesso criterio che si utilizza nelle statistiche italiane).

page2image48976 Graf. 3 – Prime registrazioni e registrazioni ripetute di cittadini dei paesi indicati in Germania nell’anno 2015.

page3image8176 page3image8336 page3image8496 page3image8656 page3image8816 page3image8976 page3image9136 page3image9296 page3image9456 page3image9616 page3image9776 page3image9936 page3image10096 page3image10256 page3image10416 page3image10576 page3image10736 page3image10896 page3image11056 page3image11216 page3image11376 page3image11536 page3image11696 page3image11856 page3image12016 page3image12176Fonte: Destatis

La Germania d’altra parte è, e di gran lunga, il principale paese di destinazione degli emigranti italiani (al secondo posto vi è il Regno Unito ma con “solamente” circa 18.200 immigrati italiani rilevati dalla International Passenger Survey nel 2014); così come dei cittadini dei paesi dell’Unione europea e dell’Efta, oltre 700mila nel 2015. Fra i grandi paesi europei è anche quello con il più alto tasso di immigrazione, sia in totale, sia dai paesi sopra menzionati: rispettivamente 20,4 e 8,7 immigrati ogni mille abitanti, sempre nel 2015.

Nelle statistiche sugli italiani residenti in Germania per durata della residenza, si osserva in primo luogo l’aumento dell’immigrazione negli ultimi anni: alla fine del 2015 i residenti da meno di 3 anni sono oltre il 16% (non erano che il 5% all’inizio del 2007). Si osserva anche come di pari passo con l’aumento dell’immigrazione siano cambiati in parte i Lander di destinazione dei cittadini italiani. Vi è infatti una diminuzione della quota di nuovi arrivi rispetto alla media nazionale nel Baden- Württemberg e nel Nord Reno-Westfalia, che sono i due principali Lander di immigrazione dei cittadini italiani (al terzo posto vi è la Baviera, dove la quota di nuovi arrivi è invece un po’ più elevata rispetto alla media); d’altro canto vi è il forte aumento dei nuovi arrivi rispetto al totale dei residenti nelle Città-Stato di Berlino, specialmente nell’ultimo anno (quasi il 17%, rispetto alla media nazionale del 5,5%), e di Amburgo dove il 24,9% degli immigrati italiani è arrivato da meno di 3 anni, e nella più piccola Brema con una quota di arrivi da meno di 3 anni del 35,1%.

Tabella 1 – Distribuzione percentuale dei residenti italiani nei Lander della Germania, secondo la durata della residenza. Data di riferimento 31.12.2015.


Fonte: Destatis

Ma, soprattutto, gli immigrati italiani hanno trovato nuove destinazioni nei Lander della ex Germania Est, sebbene con numeri inferiori; principalmente nella Sassonia, e anche nella Sassonia- Anhalt e in Turingia, e nei Lander più a nord, Brandenburgo e Meclemburgo-Pomerania, nei quali le percentuali dei nuovi residenti italiani variano fra il 35,6 della Sassonia-Anhalt e il 45,2% della Sassonia.

 

I nuovi migranti e le prospettive future

Rispetto alle caratteristiche dei nuovi migranti non sappiamo quanti siano “qualificati” (i dati sui flussi in ingresso secondo il titolo di studio non sono ancora disponibili); sappiamo però con certezza che sono giovani: nel 2015 il 50% dei cittadini italiani che hanno lasciato l’Italia per recarsi in Germania ha un’età compresa fra i 18 e 32 anni.

Negli ultimi anni, in particolare a partire dal 2012, si nota anche l’aumento dell’immigrazione di bambini e ragazzi in età al di sotto dei 18 anni: erano circa il 10% nel 2007, superano il 14% nel 2015; poche decine di unità per ogni singola età nel 2007, alcune centinaia nel 2015, equamente suddivisi tra maschi e femmine; aumentano anche gli ultra-quarantenni: erano il 15% nel 2007, sono il 19% nel 2015. Potrebbero essere questi indizi dell’aumento di migrazioni anche di famiglie, come sembrano confermare le statistiche per stato civile dell’Istituto di statistica tedesco, con l’aumento nel periodo in esame dei cittadini italiani coniugati, più accentuato di quello dei non coniugati.

Grafico 4 – Prime registrazioni di cittadini italiani in Germania, per età. Anni 2007 e 2015
Fonte: Destatis

Per quanto tempo continuerà l’aumento dell’immigrazione italiana in Germania? Per avere una risposta a questa domanda sarà necessario monitorare l’evoluzione del mercato del lavoro tedesco e soprattutto del mercato del lavoro italiano; l’immigrazione italiana, infatti, aumenta in tutti i paesi europei: secondo i dati degli Istituti di statistica nazionali e dell’Eurostat, nel 2014 i cittadini italiani iscritti nei registri di popolazione (o conteggiati nelle indagini) nei soli paesi dell’Europa dei 15 più i paesi dell’Efta sono più di 125mila (Grecia esclusa); rispetto al 2007 sono più del doppio nel Regno Unito e in Svizzera, le principali destinazioni dopo la Germania, una e volta e mezzo in Belgio, ancora più del doppio in Lussemburgo, Danimarca e Svezia; poco meno del triplo in Norvegia; e, sebbene con numeri inferiori, raddoppiano anche in Finlandia e perfino nella lontana Islanda.

 

Riferimenti

Corrado Bonifazi, Massimo Livi Bacci, a cura di, “Le migrazioni internazionali ai tempi della crisi”, Neodemos, 2014.

Domenico Gabrielli, “Le emigrazioni dei cittadini italiani negli anni 2000 e l’aumento dei laureati”, in “Le migrazioni qualificate in Italia: ricerche, statistiche, prospettive”, Edizioni Idos, 2016.

Eurostat, Statistics explained – “Educational attainment statistics”, Data extracted in October 2015.

Istat, Statistiche Report, “Migrazioni internazionali e interne della popolazione residente”, Anno 2014.

Iside Gjergji (a cura di), “La nuova emigrazione italiana - Cause, mete e figure sociali”, Venezia, Edizioni Ca’ Foscari - Digital Publishing 2015.

Massimo Livi Bacci, “Gli Italiani all’estero. Quasi un segreto di Stato”, Neodemos, 20/1/2010.

Salvatore Strozza,“La rilevazione degli italiani nel mondo: riflessioni sui numeri e non solo”, Fondazione Migrantes, “Rapporto Italiani nel Mondo 2013”, Idos edizioni, Roma, 2009, pp. 72-88.

Salvatore Strozza, “International migration in Europe in the first decade of the 21st century”, Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica, Vol. LXIV, No. 3, pp. 7-43, 2010.

Maddalena Tirabassi e Alvise del Pra’, “La meglio Italia. Le mobilità italiane nel XXI secolo”, Torino, aAccademia University Press, 2014.

Maddalena Tirabassi e Alvise del Pra’, “The new Italian Mobility in Europe” in Bruno Riccio (ed.), “From Internal to Transnational Mobilities”, I libri di Emil, 2016, pp. 111-36.

Link utili

Istituto di statistica tedesco https://www.destatis.de/DE/Startseite.html

Istituto di statistica dell’Unione europea, Database http://ec.europa.eu/eurostat/data/database
Istituti di statistica dei paesi dell’Unione europea e dell’Efta https://www.istat.it/it/link-utili

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