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Architetti e costruttori italiani nell’impero ottomano e nella Turchia moderna, 1780-2000

Convegno internazionale

Istanbul, Istituto Italiano di Cultura, Meşrutiyet caddesi n.75, Beyoğlu-Tepebaşi 8 – 9 marzo 2013
Boğaziçi University,
10 marzo 2013
Lingue del convegno: inglese, italiano e turco Traduzione simultanea italiano-turco

Questo convegno internazionale è il quarto incontro nel quadro di un progetto a lungo termine sulla presenza italiana nell’architettura e nelle città dei paesi del Mediterraneo. Le edizioni precedenti, promosse dalla Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze e da altre istituzioni accademiche e culturali italiane, egiziane, tunisine, albanesi e francesi, si sono svolte ad Alessandria (2007), Tunisi (2009) e Tirana (2011). In queste occasioni sono stati esplorati i contributi e le storie individuali di italiani che agivano ai margini delle dinamiche coloniali, o in alcuni casi al loro interno. Con l’incontro di Istanbul, il nostro obiettivo è di comprendere più a fondo le connessioni storiche e i legami a più dimensioni che hanno consentito ad una piccola diaspora di architetti, ingegneri, imprenditori e artisti italiani di contribuire alle trasformazioni urbane della Turchia moderna e, in periodi precedenti, di regioni e città nelle fasi finali dell’amministrazione ottomana.
Inizialmente, gli ambienti in cui questi interpreti del cambiamento intervennero erano ancora in gran parte “ottomani” dal punto di vista urbano e architettonico: caratterizzati da una composizione demografica plurale, dall’assenza di una borghesia omogenea, dalla flessibilità del tessuto urbano, con un forte contrasto tra insediamento residenziale e monumenti. Italiani di varia provenienza, estrazione e formazione, si sono avvicinati a questo spazio, notevolmente diverso da quello di origine, senza il sostegno o l’autorità di un’istituzione coloniale, ma piuttosto come consulenti e collaboratori, cui venivano accordati ruoli mutevoli in un progetto di modernizzazione aperto e spesso ridefinito. In vari periodi e situazioni, alcuni di loro hanno trasferito nel nuovo contesto i loro saperi, insieme ai tipi edilizi e alle forme architettoniche tipiche della loro cultura. Altri si sono impegnati in un dialogo con la cultura locale, producendo interessanti contaminazioni inscritte in una sorta di “lingua franca” dell’architettura. Infine, molti di loro hanno contribuito alla definizione di stili ufficiali, dove e quando questo tipo di costruzione culturale veniva richiesto dal passaggio a strutture statali di tipo nazionale.
Nella riunione di Istanbul del marzo 2013, studiosi di provata esperienza accademica e giovani ricercatori di varia formazione , provenienti da sei paesi diversi, discuteranno, sulla base di ricerche originali e di materiali inediti, il contributo storico italiano alla definizione di luoghi e ambienti in una geografia estesa da Ankara, Izmir e Istanbul a Salonicco, Plovdiv e alle città dei Principati romeni.

 

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